Villaggio di pescatori, a 15 minuti dalla città di Pago. Una vera e propri oasi di mare limpido e cristallino, lungo la quale si estende una lunga serie di case familiari e di case per le vacanze. Miškovići offre una vacanza tranquilla e spiagge meravigliose adatte ai giochi dei bambini. Per quanto riguarda le specialità gastronomiche, si può gustare l'agnello di Pago, il rinomato formaggio dell'isola e il famoso vino Žutica di Pago.
Un piccolo villaggio per una tranquilla vacanza in famiglia. Gli operosi abitanti di Proboj allevano pecore e sono ottimi pescatori, quindi i buongustai saranno deliziati dai prodotti locali, come il formaggio paghesano, l'agnello, l'ottimo pesce, le sardine salate, il prosciutto dalmata, le olive e i vini di alta qualità. Camere e appartamenti privati offrono ottime sistemazioni.
Fino alla metà del XIX secolo, la città di Pago era circondata da imponenti e sontuose mura con torri di difesa. Pago aveva diverse porte cittadine; la più grande si trovava nel quartiere di Katine, ed era chiamata Porta Marina. Se ne conserva oggi soltanto l'architrave del Principe Nikola Tiepolo. La Porta Minore si trovava un po' più a sud.
I depositi di sale, che rientrano nella categoria dei monumenti, sono situati proprio di fronte al centro della città lungo la spiaggia di Prosika. Testimoniano l'architettura utilitaristica dei tempi passati e l'importanza della produzione del sale per gli abitanti di Pago. I primi tre depositi furono costruiti nel XVII secolo, mentre gli altri sei furono costruiti durante la Seconda amministrazione austriaca.
La città di Pago possedeva già alla fine del XIX secolo una delle prime meridiane in Europa. L' indicazione del 15° meridiano si trova a circa 5 km da Pago, su una strada non asfaltata, in zona Santa Maria Maddalena, con un monumento marmoreo posto lungo la linea di intersezione.
Da quando con esattezza si produca sale a Pago semplicemente non lo sappiamo. La produzione di sale nelle terre croate è stata menzionata per la prima volta nel libro del prof. Candido dell'Università di Napoli, pubblicato nel 1912, dal titolo “Le saline dell'Adriatico”.